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Coronavirus, il plasma dei guariti è la nuova cura

Negli ultimi tempi si è aperto il dibattito sull’efficacia della cura col plasma (la parte liquida del sangue). Rispondiamo subito alla prima domanda che molti si pongono: la cura col plasma funziona? Sì, ma ci sono dei limiti ed è necessario continuare la ricerca (sia per la cura che per il vaccino) e di seguito vi spieghiamo il perché. Premessa Le sperimentazioni riguardanti la cura col plasma sono state avviate in alcuni ospedali con risultati molto promettenti: in realtà la pratica di usare il plasma per curare malattie infettive non è una novità, e in passato è stata utilizzata in varie occasioni con più o meno successo. Il lato positivo di utilizzare il plasma sta nella sua immediata disponibilità, rispetto ai nuovi trattamenti farmacologici e ai vaccini che necessitano di tempi di sperimentazione più lunghi prima di essere sicuri e approvati. In media, per ogni sacca di sangue prelevata, si riescono a trattare due pazienti, ma tutto dipende dalla carica totale degli anticorpi presenti nel plasma e dalle condizioni in cui si trovano i malati che vengono trattati. Il procedimento necessita però un importante impiego di risorse, senza tener conto del lavoro di ricerca e di identificazione dei donatori più idonei, per poi passare alle donazioni. Perché usare il plasma adesso Il plasma dei convalescenti è fondamentale in questa fase della pandemia in cui non si conoscono farmaci che debellano la COVID-19. Gli individui guariti da poco tempo sembrano essere più adatti, perché possiedono una carica di anticorpi maggiore, che poi tende a ridursi. Perché non può essere considerata la cura definitiva Una volta andati oltre la fase di emergenza, le trasfusioni non potrebbero essere quindi la soluzione definitiva e affidabile contro la COVID-19 (perché la carica di anticorpi scema col tempo). La ricerca di medicinali più efficaci per rallentare la replicazione del virus, lo sviluppo di nuovi farmaci e di un vaccino sono considerate comunque le soluzioni migliori per tenere sotto controllo la pandemia, ma richiederanno ancora tempo prima di essere disponibili e diffuse su scala mondiale. Se vuoi approfondire l’argomento, contattaci. Il nostro team di professionisti sarà lieto di rispondere alle tue domande.
  • 08/05/2020
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