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Fluoro ai bambini: fa bene o no?

I fattori che concorrono a sviluppare la carie nei più piccoli sono molteplici. Tale disturbo, infatti, si sviluppa attraverso una complessa interazione nel tempo tra i batteri acidogeni e i carboidrati fermentabili introdotti con l’alimentazione, oltre a fattori legati singolarmente a ogni bambino, quali la saliva e l’uso di agenti remineralizzanti.

Nei bambini, un’elevata concentrazione di batteri cariogeni, abitudini alimentari inappropriate, un inadeguato flusso salivare, un’esposizione al fluoro insufficiente e una scarsa igiene orale sono riconosciuti come importanti fattori di rischio.

Ma quindi, quanto è importante il fluoro per i bambini? Ma soprattutto, quando e come bisogna assumerlo?

Gli studi

Secondo i dati in possesso del Ministero della Salute, la somministrazione di integratori fluorati (compresse, gocce), durante la gravidanza, allo scopo di ridurre il rischio di carie del nascituro, non è raccomandabile vista l’assenza di una chiara evidenza scientifica.

Il principale agente remineralizzante è rappresentato dalla saliva. In essa, infatti, si trovano ioni calcio, fosfato e fluoro che stimolano i processi di remineralizzazione. Esistono, poi, diversi composti a base di fluoro, ioni calcio e fosfato che possono essere utilizzati per remineralizzare efficacemente le superfici dentali. Tra questi, i composti fluorati sono quelli più studiati e dei quali è stata riconosciuta l’efficacia nel ridurre lo sviluppo di carie.

Diversi studi hanno evidenziato la capacità del fluoro anche nell’inibire il processo di demineralizzazione.

Somministrazione

I composti fluorati prevedono modalità di somministrazione e posologia che variano in base all’età e alle necessità dell’individuo. Per definizione, la fluoroprofilassi per via topica (dentifrici, collutori, gel) fornisce fluoro in concentrazioni elevate alle superfici dei denti per un effetto protettivo locale e, pertanto, sono quelli maggiormente utilizzati.

Nei bambini, l’effetto preventivo del fluoro, ottenuto attraverso la via di somministrazione topica, è considerato efficace, mentre quello ottenuto attraverso la via di somministrazione sistemica e la somministrazione di fluoro attraverso l’alimentazione ha dato risultati contrastanti e non esiste un’evidenza scientifica certa della sua efficacia.

Conclusioni

In sostanza, contrariamente alle vecchie credenze, il fluoro può essere utile ai fini della protezione dalla carie solo se applicato localmente: in questo caso si lega allo smalto dei denti creando una sorta di barriera protettiva. Assunto per via orale, invece, il fluoro raggiunge i denti attraverso il sangue alterandone la struttura fino a causare la fluorosi dentale, un’alterazione cromatica irreversibile dello smalto.

Se desideri approfondire l’argomento oppure porre semplicemente qualche domanda, contattaci. Il nostro team di professionisti sarà felice di risponderti.

  • 03/02/2021
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