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Diabete e iperglicemia

Diabete

Il diabete, il cui nome più appropriato sarebbe diabete mellito, è tra le più conosciute malattie metaboliche che possono affliggere l'essere umano. La sua manifestazione è legata all'insulina o, meglio, a una ridotta disponibilità di tale ormone, oppure dalla scarsa sensibilità all'ormone da parte dei tessuti bersaglio.

Il calo di attività dell'insulina ne è quindi la causa scatenante: essa viene prodotta dalle cellule beta del pancreas. Nello specifico, il diabete può essere dovuto a:

  • Una ridotta disponibilità di insulina: c'è meno insulina nel corpo di quanta ne servirebbe all'organismo per un corretto funzionamento;
  • Un impedimento alla normale azione dell'insulina: l'organismo non riesce a far buon uso dell’insulina;
  • L’insieme dei due fattori precedenti: l'insulina è poca e non viene sfruttata nella giusta maniera.

Una caratteristica sempre presente nel diabete mellito è l'iperglicemia (ossia una elevata concentrazione di glucosio nel sangue).

Iperglicemia

L'iperglicemia è una condizione clinica caratterizzata da tre fattori:

  • poliuria: aumento della quantità di urina (e conseguente aumento del bisogno di mingere) durante la giornata;
  • polidipsia: aumento della sete;
  • polifagia: aumento della fame;

Altri sintomi comuni dovuti all’iperglicemia sono:

  • la perdita di peso (quando è cronica); 
  • l'annebbiamento della vista;
  • la fatica anche in seguito a piccoli sforzi;
  • la nausea ed il vomito; 
  • la sonnolenza;
  • l'arrossamento e la disidratazione cutanea; 
  • la xerostomia (scarsa ed alterata secrezione salivare); 
  • l'alito acetonemico (che odora di frutta matura)

In alcuni pazienti, a causa della perdita di glucosio con le urine (glicosuria), può presentarsi la candida, in quanto viene favorita la colonizzazione batterica delle vie urinarie

I primi sintomi dell'iperglicemia tendono a presentarsi in maniera chiara soltanto al di sopra dei 180/200 mg/dL, e si è ancora in tempo per porvi rimedio; c’è da tener presente, però, anche del fatto che i livelli glicemici cronicamente superiori a 125 mg/dl sono comunque in grado di provocare, nel lunghissimo periodo, importanti danni d'organo e vascolari, come:

  • macroangiopatia: una forma di aterosclerosi particolarmente grave e precoce, specifica della iperglicemia;
  • microangiopatia: un'alterazione a carico della circolazione sanguigna all'interno dei piccoli vasi arteriosi, manifesta soprattutto nella retina, nel rene e nei nervi.

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  • 24/01/2020
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